sabato 2 maggio 2015

MARIJUANA ORO VERDE

Chi di noi non se mai fumato uno spinello?. Penso che a questa domanda il 90 per cento risponderà di si, in molti stati la marijuana e considerata in legale perché come tutti sanno e qualificata come droga leggera .Ma  basta pensare che gli stati di tutti i paesi del mondo, ammettono, e producono e commercializzano le sigarette. Che contengono molte sostanze che creano dipendenza, e sono molto nocive alla salute delle persone sia chi le fuma, sia chi ispira il fumo delle sigarette. E gli stati guadagnano anche somme abbastanza considerevoli. Cifre da capogiro. A partire dalle 6 trilioni (6.000 miliardi) di sigarette prodotte nel mondo, un numero - astronomico - che da solo può dare l'idea del business del fumo. Ed è in aumento esponenziale: il 13% in più rispetto a 10 anni fa. D'altra parte, anche i fumatori sono in aumento: secondo i dati dell'Oms saranno nel 2050 circa 2,2 miliardi, altro aumento vertiginoso visto che le precedenti ricerche (2010) registravano 1,4 miliardi di "smokers".
Numeri in crescita anche perché le multinazionali del tabacco non si fanno scrupoli a catturare anche i giovanissimi: per esempio, negli Usa la quota di mercato dei minori di 18 anni di uno dei più famosi marchi di sigarette è balzata da meno dell'1% al 33% in tre anni grazie a una campagna pubblicitaria che vedeva come protagonista un personaggio dei fumetti. Numeri che faranno lievitare ancora di più un giro di affari già di centinaia di miliardi di dollari ogni anno: la redditività del tabagismo nel 2010 è stata di 346,2 miliardi di dollari, per un profitto netto di 35,1 miliardi. Per darvi un'idea, si ottiene la stessa cifra se si sommano i profitti 2010 di Coca-Cola, Microsoft e McDonald's, altri tre grandi colossi. Vi ho spiegato questo solo per arrivare al punto che se ogni stato invece di combattere la marijuana, che costa anche miliardi su miliardi, all'anno. Di vedere la marijuana anche sotto un altro aspetto pure sotto forma di business come dell'resto hanno fatto alcuni paesi del mondo come per esempio il colorado, negli Stati Uniti, ha fruttato un giro economico da circa un miliardo di dollari di vendite in un solo anno.Nella capitale, Denver, si registrano più di 60 negozi dove consumare marijuana, i quali vendono biscotti, creme, pipette, t shirt oltre che diverse tipologie della sostanza, come se si fosse in uno dei famosi coffee shop di Amsterdam. Dal punto di vista sociale vi è stata una rivoluzione culturale non da poco in uno Stato dove poco più di dieci anni fa era proibito vendere alcolici di domenica mentre ora chiunque abbia più di 21 anni può comprare, in pratica, sostanze stupefacenti.La sua legalizzazione ai fini terapeutici e non in 21 Stati americani per non parlare dell’America Latina e di alcuni Paesi europei produce un effetto a cascata che rischia di tenere fuori l’Italia, che pure potenzialmente sarebbe tra i Paesi più indicati alla coltivazione per qualità di terreno, dall’affare del secolo. Il mercato solo ad oggi è stato valutato in 2,34 miliardi di dollari, con una crescita esponenziale per il futuro.Le stime parlano di un mercato da sei miliardi entro il 2018 e Wall street si è messa al lavoro. La rivista finanziaria Fortune già ne parlava nel marzo dello scorso anno dedicandogli copertina e storie. Prima fra le storie quella di Jason Levin, ingegnere di Berkeley che ha riunito un gruppo di investitori per produrre un vaporizzatore portatile palmare per fumare la cannabis e che ora farà fortuna. Costo sul mercato, circa 300 dollari. In olanda   i 700 coffeeshop legali hanno versato al Fisco circa 400 milioni di euro. Solo di imposte sulle entrate, sia ben chiaro, giacche' non devono pagare l'Iva. grazie a tutto questo la criminalità organizzata ha risentito molto e infatti  I dati diffusi dalla polizia frontaliera americana (l’Us Border Patrol) non lasciano spazi a dubbi: la riduzione del traffico di erba nel 2014 è stata del 24% rispetto al 2011. Che è successo? Nessuno fuma più spinelli? Una stagione di arresti particolarmente efficace? La risposta è più semplice: ed è la legalizzazione delle droghe leggere in Colorado e nello Stato di Washington. La crisi delle organizzazioni a sud del Rio Grande che hanno sempre inondato gli Usa di erba è paragonabile alla crisi dei titoli del NASDAQ.L’erba messicana ha riempito gli Stati Uniti e metà pianeta per più di cinquant’anni. Ora, finalmente, la tendenza di crescita si sta invertendo. Dopo tanti dibattiti ideolLa polizia di Denver in Colorado ha registrato una diminuzione del 4% dei reati, nessun aumento di incidenti stradali (la maggior parte continuano ad essere provocati dall’alcol). Non solo: sottrarre una massa di capitali enormi alle organizzazioni criminali ha portato il Colorado a prevedere la possibilità di incrementare le proprie casse con circa 175 milioni di dollari nei prossimi due anni, mentre lo Stato di Washington prevede un’entrata di oltre 600 milioni di dollari nei prossimi cinque anni. Come  se non bastasse, sembra che lo Stato potrà addirittura restituire ai cittadini parte delle tasse.
Grazie alle entrate per l’acquisto di marijuana, il Colorado rimborserà i 30 milioni di dollari in eccedenza ricevuti. Mai successo a memoria d’uomo che la quota fosse superata, la legalizzazione l’ha permesso. Soldi che prima finivano nelle tasche dei narcos messicani e delle banche complici ora so- no a disposizione dello Stato.