venerdì 29 maggio 2015

IL TEMPO CON I FIGLI

Si discute da anni se quel che conta sia la “quantità” o la “qualità” del tempo trascorso con i figli, e per quanto ciascun genitore abbia la sua personale teoria, l’argomento è oggetto di studio dibattuto anche da parte di psicologi e sociologi. Per dirimere l’annosa questione, tre studiose di sociologia hanno utilizzato non dati indiretti, come hanno fatto altre ricerche, per esempio le ore di lavoro della madre, o le ore in cui i figli erano affidati a persone diverse dai genitori, ma hanno cercato di misurare il legame specifico tra il tempo trascorso a casa e la vita futura dei figli.Sono state prese in considerazione oltre 3500 famiglie che nel 1997 avevano almeno un figlio da 3 a 11 anni o un adolescente tra gli 11 e i 14, ripetendo poi le stesse osservazione a cinque anni di distanza, nel 2002. I ricercatori hanno analizzato il tempo passato dalla madre con i figli, diversificando tra quello in cui la mamma era semplicemente in casa, ma occupata nelle sue attività, e il tempo in cui faceva qualcosa di specifico con i bambini.Il principale risultato, inaspettato anche per i ricercatori, è stato che la mera quantità di tempo passata con i figli non ha praticamente nessuna relazione sul loro “successo” futuro: su una ventina di indicatori considerati, dai voti a scuola al benessere emotivo, praticamente non ce n’è uno che sia in relazione diretta con il tempo investito dalla madre. Questo vale soprattutto per i bambini più piccoli, dai tre agli undici anni. In un caso il tempo passato con i figli sembra addirittura “dannoso” per loro, vale a dire quando la madre sia particolarmente stressata, dorma poco o sia ansiosa.
Le cose cambiano leggermente per gli adolescenti: in quel caso, il maggiore tempo passato con loro dalla madre sembra legato a minori comportamenti “indesiderati”, e le ore spese con entrambi i genitori sembrerebbero rendere meno probabile l’abuso di alcol, droghe o altri comportamenti devianti, ed essere legate a migliori risultati scolastici