giovedì 20 ottobre 2016

Riportare in vita i morti

Un gruppo di scienziati statunitensi ha dato il via a un progetto per “riportare in vita” i soggetti clinicamente morti. Sembra la trama di un film horror o di fantascienza, ma è tutto vero. La società biotech Bioquark ha infatti ricevuto l’approvazione dal governo Usa, inclusa la possibilità di reclutare (con permessi speciali ottenuti dalle famiglie) 20 pazienti clinicamente morti a seguito di una lesione cerebrale traumatica. Per riuscire nell’impresa, i ricercatori utilizzeranno un mix di terapie, tra cui la rigenerazione del cervello e l’iniezione di cellule staminali.Entrando nello specifico e dando qualche informazione più tecnica, i medici di Bioquark sono all’opera per “riparare” le lesioni cerebrali traumatiche di cui cadono vittima molte persone ogni anno. L’esperimento verrà verificato su venti persone morte a causa di queste lesioni. Gli scienziati puntano allarigenerazione del cervello attraverso l’iniezione di cellule staminali. Non è tutto. I venti cadaveri verranno sottoposti a stimolazioni neuronali e all’iniezione di peptidi. Prima e dopo queste procedure, essi verranno monitorati con degli screening cerebrali per verificare la possibilità che un cervello ormai “spento” possa riattivarsi.