sabato 30 maggio 2015

SIONISMO

Il sionismo moderno nasce nel diciannovesimo secolo in risposta alla violenta persucuzione a cui erano soggetti gli ebrei dell'europa dell'est a all'antisemitismo presente nell'europa occidentale.esso fonde gli antichi legami bibblici e storici con la madrepatria a un più moderno concetto di nazionalismo, nel tentativo di fondare un nuovo stato ebraico in israele.la stella di david fa la sua prima apparizione circa seimila anni fa nell'antica india, come simbolo del sole.molto più tardi essa venne adottata dal culto semitico di saturno presente nell'antica gerusalemme diventando,la stella ebraica di david conosciuta oggi.molti sionisti credono di avere un atto scritto da dio che stabilisce il loro diritto alla città santa a gerusalemme.ma gli ebrei non sembrano per niente d'accordo a questa loro affermazione, e infatti ci sono state e ci sono ancora oggi guerre che hanno portate a molte tragedie, il più conosciuto massacro dei palestinesi avvenuto nel villaggio chiamato deir yassin, genocidio che ha causato l'espulsione di oltre settecentomila indigeni palestinesi.Il fondatore del sionismo è oggi considerato Theodor Herzl, un giornalista ashkenazita assimilato suddito dell'Impero austro-ungarico. Nel 1895 Herzl fu inviato come corrispondente del suo giornale a Parigi per seguire il processo dell'affare Dreyfus (ufficiale francese di origini ebraiche accusato di tradimento), esploso nel 1894, che fu accompagnato da una feroce campagna di stampa francese che riproponeva stereotipi antisemiti. In seguito a questa esperienza Herzl si rese conto che l'assimilazione e l'integrazione degli ebrei in Europa non aveva dato frutti e che gli ebrei avevano bisogno di un proprio Stato, dove poter vivere in pace e sicurezza lontano dai pregiudizi e dalle false accuse tipici dell'antisemitismo.Il sionismo è un movimento laico: di qui gli scontri con molti Ebrei osservanti. Infatti, per l'ebraismo ortodosso il regno di Israele deve ristabilirsi all'arrivo del Messia. Per accelerare la venuta di questo non c'è che un sistema: obbedire alla volontà divina, vale a dire adempiere ai precetti (mitzvot) stabiliti nella Torah. Si opposero al sionismo anche gli ebrei riformati  sostenendo che gli ebrei costituiscono una comunità religiosa, non un popolo, e che il regno messianico atteso non è che una metafora per un futuro di libertà religiosa, di giustizia e di pace, da realizzarsi nelle varie società. In campo laico, si opposero il Bund, che lottava per la giustizia sociale e l'eguaglianza dei diritti in Europa orientale, e gli ebrei di sinistra, per i quali l'antisemitismo si combatte lottando per il socialismo.Una delle manifestazioni di questa opposizione fu che i sionisti tendevano a rifiutare la lingua yiddish, e a maggior ragione le lingue nazionali europee, a favore della rinascita dell'antica lingua ebraica, da tempo in uso solo nel culto, come madrelingua ad opera di Eliezer Ben Yehuda nell'orale, Mendele Moicher Sforim nella prosa e Haim Nachman Bialik nella poesia.