lunedì 4 maggio 2015

si può vivere senza la plastica

Si può vivere senza plastica?. prima di rispondere a questa domanda capiamo prima come fatta la plastica.Per produrla è necessaria una reazione chimica, durante la quale i monomeri si saldano l’uno all’altro e formano una catena. La polimerizzazione avviene per una combinazione di calore, pressione e reazioni enzimatiche di catalizzazione. Il risultato può essere un’addizione (i monomeri rimangono quindi intatti), o una condensazione (parti di molecole si saldano tra loro). Il comune polietilene, utilizzato per i sacchetti, è per esempio costituito da monomeri di etilene, un composto che, in natura, si trova nella frutta matura. La polimerizzazione viene innescata da un catalizzatore, il perossido di benzoile, che con il calore si spezza in due frammenti, due radicali liberi, ciascuno dei quali ha alcuni elettroni disponibili per formare altri legami. Gli elettroni si legano a un atomo di carbonio di una molecola di etilene, che a sua volta si rende disponibile a legarsi con un’altra, provocando una reazione a catena. Diverso il caso del Pet (polietilentereftalato), la plastica delle bottiglie: si forma per reazione tra due monomeri diversi, il glicole etilenico e l’acido tereftalico.Due secoli fa, attorno al 1860, il gioco del biliardo era diventato una vera e propria moda. Le palline erano fatte d'avorio, materiale che si ricava dalle zanne degli elefanti e la cui produzoine costava tantissimo non solo in termini di denaro ma anche di vita dei poveri elefanti. Ecco perché, nel 1863, una fabbrica di New York offrì 10mila dollari a chi avesse inventato un materiale economico per sostituire l'avorio.Così, dopo sei anni, nel 1869, il tipografo John Hyat inventò la celluloide, materiale usato per creare pettini, dentiere, manici di spazzole e tanti altri oggetti. La celluloide è la prima sostanza plastica artificiale formata da canfora (una cera plastificante che si trova in natura) azoto e cellulosa. La vera svolta arrivò però nel 1889, quando la Kodak utilizzò la celluloide per produrre la pelli
Per ottenere la prima plastica sintetica, ossia ottenuta senza usare sostanze naturali (come nella celluloide, vedi sopra), bisogna aspettare il 1909. Il chimico belga-americano Leo Baekeland riuscì a creare la bachelite, una sostanza composta da fenolo e formaldeide che si modellava con il calore e che, una volta raffreddata, non poteva più cambiare forma, neanche riscaldandola nuovamente. Si trattava della prima plastica termoindurente (che cioè diventa dura con il calore). Oggi è ancora usata oggi in vari oggetti: dai manici delle pentole agli interruttori, fino ai componenti delle auto.
cola fotografica e cinematografica. Il problema? La celluloide era estremamente infiammabile. Negli anni '20 del secolo scorso cominciarono i primi esperimenti per creare materiali plastici usando il petrolio. Bisogna però aspettare fino agli anni '30 per arrivare all'invenzione del plexiglass. Avete presente quel meraviglioso materiale che è simile al vetro invece è di plastica? Beh, fu inventato nei laboratori tedeschi, deriva dal petrolio e in seguito alla sua invenzione arrivarono pure il PVC e il poliuretano. E così, in appena 20 anni, la corsa dei materiali plastici non si è più arrestata e tutt'ora si continuano a sperimentare e a inventare nuovi tipi di plastica. Spiegato la storia della plastica e il suo uso, ora veniamo al dunque, si può vivere senza plastica? Jeb Barrier ce lo dimostra nel suo documentario dal grande clamore mediatico. lui ci fa capire che la plastica e stata creata per essere buttata via ma non e detto che se ne vada cosi facilmente, infatti se rifletiamo un pochino troviamo sempre in giro oggetti di plastica, e automaticamente produciamo inquinamento, che è nocivo per la nostra salute. Il senso di tutto questo e di comprare meno oggetti usa e getta. o pure se non ne possiamo fare a meno di fare un uso più moderato o cercare di sfuttare al meglio la plastica che compriamo. c'è un ultima cosa da dire che se curiamo il nostro ambiente, curiamo noi stessi.