venerdì 29 maggio 2015

IL PUNTO G

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su alcuni aspetti essenziali e misteriosi della sessualità delle donne.
Il punto G esiste, ci sono le prove
Il punto G è una piccolissima zona della vagina che, opportunamente stimolata, produce nell’interessata orgasmi intensissimi. L’esistenza del punto G è nota e provata da decenni ma fino al 2008 nessuno era riuscito a individuare anatomicamente la sua posizione. Ci è riuscito lo scorso anno un team di medici italiani capitanati da Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica all’università de L’Aquila, che lo ha localizzato in un piccolo spazio tra uretra e vagina. Nelle donne che provano l’orgasmo sul punto G questa porzione di tessuto è più spessa che nelle altre.Durante l’orgasmo lei non è più in grado di connettere, nel vero senso della parola: la risonanza magnetica funzionale ha dimostrato che in quei momenti molte aree del suo cervello “si spengono”, comprese quelle dedicate alle emozioni. Negli uomini questo effetto ha una portata minore, perchè il loro orgasmo ha una durata temporale più breve.
Secondo uno studio americano del 1999 il 43% delle donne statunitensi avrebbe problemi a raggiungere l’orgasmo. Alcuni ricercatori hanno quindi sollevato un interrogativo provocatorio: se quasi la metà delle donne non lo prova, non sarà che l’anorgasmia non è da considerarsi una malattia? Nonostante questo le terapie farmacologiche allo studio per combattere questo problema sono tante, tra cui una a base di Viagra, che ha però dato fino ad oggi risultati non completamente soddisfacenti.
Secondo uno studio condotto nel 2005 in Gran Bretagna, il 45% delle variabili capaci di influenzare l’orgasmo femminile sarebbe di origine genetica. Molte donne non raggiungono l’orgasmo durante il rapporto sessuale, mentre altre non lo raggiungono con la masturbazione: le variabili ambientali e culturali influiscono sicuramente su questo aspetto della sessualità femminile, ma la componente ereditaria sembra Dal punto di vista evolutivo l’orgasmo femminile rimane comunque un mistero. Perchè le donne lo provano? Perchè alcune lo raggiungono solo con la masturbazione? Secondo la ricercatrice Elisabeth Lloyd ciò significherebbe che il piacere della donna è solo un “incidente evolutivo” come i capezzoli dell’uomo. Che resistono solo perchè non c’è nessuna buona ragione per farli sparire.